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Guida alla legge elettorale: il Rosatellum

Manca poco alle elezioni e, tra coalizioni, partiti a sostegno e “voto utile”, non sai come la tua croce contribuirà all’assegnazione dei seggi? Vuoi capire come vengono definiti i collegi elettorali? Hai provato a capire come funziona la nostra legge elettorale e ti sono rimasti dei dubbi? Ecco una guida per orientarti nei meccanismi del Rosatellum

Nel 2017 è entrata in vigore in Italia la nuova legge elettorale (Legge 3 novembre 2017, n. 165), conosciuta come “Rosatellum” dal nome del suo ideatore, Ettore Rosato, all’epoca deputato del Partito Democratico, oggi presidente nazionale di Italia Viva e, fino a domenica 25 settembre, Vicepresidente della Camera dei deputati.

Già utilizzata per le elezioni del 2018, quest’anno, in virtù dei risultati del referendum costituzionale dell’ottobre 2020 che ha ridotto il numero dei parlamentari a 600, verranno eletti 400 deputati alla Camera e 200 senatori.

Il sistema con cui verranno ripartiti i seggi è un sistema misto, cioè che utilizza due metodi: il 37% con sistema maggioritario (chi prende più voti nel collegio vince), il 61% con sistema proporzionale a liste “bloccate”, il 2% (riservati al voto degli italiani all’estero) con sistema proporzionale col metodo dei più alti resti (ma almeno un deputato e un senatore devono essere eletti in ognuna delle quattro ripartizioni in cui è suddivisa la circoscrizione Estero).

Le procedure per l’elezione di deputati e senatori sono per la maggior parte simili, ma si differenziano in alcuni, fondamentali passaggi.

Modalità e suddivisione del territorio per eleggere i membri della Camera dei deputati

Dei 400 deputati eletti su base nazionale, 147 verranno scelti con sistema maggioritario in 147 collegi uninominali (ogni partito o coalizione presenta un solo candidato) e 245 con sistema proporzionale a liste “bloccate” in 49 collegi plurinominali (ogni partito presenta una lista di candidati, da 2 a 4, in un ordine prestabilito; in base ai seggi assegnati proporzionalmente a ogni partito, i candidati verranno eletti secondo l’ordine di presentazione); 8 seggi sono riservati alla circoscrizione Estero.

Per accedere alla ripartizione dei voti con il sistema proporzionale bisogna superare delle soglie di sbarramento: il 3% per i partiti che si presentano da soli alle elezioni (ad esempio, il Movimento 5 Stelle), il 10% per le coalizioni. Per queste ultime, ci sono ulteriori vincoli: non vengono conteggiate le liste che non superano l’1% e, se i partiti di coalizione raggiungono il 3% da soli ma non il 10% assieme, vengono ammessi come partiti singoli alla ripartizione dei voti.

In che modo si stabiliscono i collegi? Per le elezioni della Camera dei deputati, il territorio italiano viene suddiviso in 28 circoscrizioni (a cui si aggiunge la circoscrizione Estero). Il 25 settembre l’Italia sarà suddivisa in 4 circoscrizioni in Lombardia; 2 ciascuna in Campania, Lazio, Piemonte, Sicilia e Veneto, 1 le altre Regioni e Province Autonome.

All’interno delle circoscrizioni vengono poi composti i collegi elettorali, che si determinano principalmente in base alla popolazione: ad esempio, la circoscrizione Lazio 1 comprende Roma ed è suddivisa in 9 collegi uninominali (che eleggono 9 deputati con sistema maggioritario) e 3 collegi plurinominali (che eleggono 15 deputati con sistema proporzionale). I collegi plurinominali sono formati dall’aggregazione di più collegi uninominali: continuiamo con l’esempio della circoscrizione Lazio 1, dove il collegio plurinominale Lazio 1 -01 è composto dai tre collegi uninominali, 01 – Roma – Municipio I; 02 – Roma – Municipio III; 03 – Roma – Municipio V.

Modalità e suddivisione territoriale per eleggere i senatori

Anche dei 200 senatori, 74 verranno eletti con sistema maggioritario ai collegi uninominali e 122 con sistema proporzionale a liste “bloccate” ai collegi plurinominali.

Prima, grande differenza con l’altro ramo del Parlamento è che il calcolo dei voti e l’assegnazione dei seggi al Senato sono su base regionale: non si terrà cioè conto della somma dei voti nazionali, bensì delle singole Regioni e Province Autonome.

Perché la suddivisione delle circoscrizioni ricalca, in questo caso, esattamente quello delle Regioni e Province Autonome: le circoscrizioni sono 20 (a cui si aggiunge quella della circoscrizione Estero) e i collegi saranno 74 uninominali e 26 plurinominali.

Altra differenza rispetto alle procedure per l’elezione dei deputati è il limite della soglia di sbarramento: il 20%.

Importante da ricordare è che da questa tornata è stata abbassata l’età per eleggere i senatori: 18 anni invece di 25 anni.

Regole per la presentazione dei candidati

A partecipare all’agone politico possono presentarsi liste singole (partiti) o coalizioni di più liste. Le regole per la presentazione delle liste e delle coalizioni sono precise.

Per partecipare alle elezioni, ogni lista deve, preliminarmente ed entro le scadenze previste: presentare il proprio nome, il proprio simbolo, lo statuto e il programma elettorale (specificando nome e cognome del capo politico) al Ministero dell’Interno.

Superata questa prima fase, gli attori politici scelgono i propri candidati per ogni collegio: si potrà presentare un solo candidato per ogni lista/coalizione in ogni collegio uninominale, mentre si potranno candidare da 2 a 4 persone per ogni lista/coalizione in ogni collegio plurinominale.

Ogni lista, poi, deve presentare dei candidati in almeno i due terzi dei collegi plurinominali della circoscrizione e in tutti i collegi uninominali del collegio plurinominale, altrimenti non è ammissibile in quel collegio

Per parte sua, ogni candidato potrà presentarsi solo in un collegio uninominale e al massimo in 5 collegi plurinominali. Se risultasse vincente sia in uno che negli altri, conterebbe l’elezione nel collegio uninominale, mentre negli altri si scorrerebbe la lista dei nomi in ordine di presentazione.

Come si vota?

Una volta arrivato al seggio elettorale, l’elettore riceverà due schede, una per la Camera dei deputati (rosa) e l’altra per il Senato (gialla). All’interno troverà dei riquadri che indicano il partito o la coalizione, con in testa il nome del candidato al collegio uninominale e, sotto, il logo del partito (o dei partiti in caso di coalizioni) con affianco una lista di nomi (da 2 a 4), cioè quelli dei candidati al collegio plurinominale.

L’elettore può:

  1. Votare solo il nome del candidato all’uninominale. In caso di lista singola, il voto verrà conteggiato anche al plurinominale; in caso di coalizione, invece, se non viene specificato barrando anche il logo del partito che si vuole votare, il voto verrà suddiviso per tutti i partiti della coalizione.
  2. Votare il nome del candidato all’uninominale e, in caso di coalizioni, specificare la preferenza barrando, nel riquadro sottostante, il logo del partito: in questo caso, per il collegio plurinominale il voto non verrà suddiviso tra tutti i partiti della coalizione ma sarà assegnato al solo partito scelto.
  3. Votare solo il logo del partito all’interno della coalizione: in questo caso, in automatico il voto al collegio uninominale andrà al candidato di coalizione.

Attenzione, perché non si può votare per una lista all’uninominale e per un’altra al plurinominale: ciò renderà nulla la vostra scheda. Lo stesso accadrà se scriverete su qualsiasi altra parte della scheda, se non userete la matita copiativa fornita al seggio, se scarabocchiate la scheda, ecc.

Assegnazione dei seggi

Domenica i seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23. La partita dei prossimi 5 anni si giocherà in queste 15 ore. Alla chiusura dei seggi, inizierà lo spoglio. Come verranno conteggiati i voti?

Il sistema più semplice è quello maggioritario per i collegi uninominali: a chi prende più voti verrà assegnato il seggio.

Più complicata è la procedura per assegnare i seggi dei collegi plurinominali. Per prima cosa, bisogna verificare il superamento delle soglie di sbarramento; poi, determinare il quoziente elettorale mediante una formula matematica prestabilita (totale dei voti dei partiti / numero dei seggi da assegnare); infine, dividere i voti ottenuti dalla singola coalizione o partito per il quoziente elettorale, ottenendo così il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista.

Possono esserci poi degli aggiustamenti da fare quando la lista non ha presentato abbastanza candidati per coprire i seggi a lei assegnati (ad esempio, ottiene tre seggi ma ha presentato solo due candidati): in questo caso, i seggi vacanti sono assegnati alle coalizioni o partiti che hanno i maggiori resti. Nel caso fossero assegnati a una coalizione, infine, tali seggi rimasti inoccupati sono suddivisi tra i partiti della coalizione con lo stesso procedimento di cui sopra.

Il voto degli italiani all’estero

Abbiamo finora tralasciato il voto degli italiani all’estero, che merita una trattazione a parte.

La circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa (elegge 3 deputati e 1 senatore), America meridionale (2 deputati e 1 senatore), America settentrionale e centrale (2 deputati e 1 senatore), Africa, Asia, Oceania e Antartide (1 deputato e 1 senatore).

All’estero possono candidarsi a) elettori residenti in Italia, ma in una sola delle quattro ripartizioni, oppure b), elettori residenti all’estero, ma solo nella ripartizione di residenza. Ci sono però dei vincoli: non bisogna aver ricoperto cariche di governo o elettive nei 5 anni precedenti l’elezione, incarichi nella magistratura o cariche nelle forze armate in un Paese della circoscrizione in cui ci si vuole candidare.

Passiamo alle procedure di voto. Innanzitutto, è fondamentale ricordare che dal 2001 gli elettori residenti all’estero possono votare per corrispondenza, e dal 2016 anche gli elettori temporaneamente domiciliati all’estero (per almeno tre mesi) – modalità che, non si sa bene perché, non è prevista anche per i cittadini italiani fuorisede all’interno dei confini nazionali.

Per votare per corrispondenza, entro 18 giorni dalle elezioni in Italia gli elettori ricevono a casa tutto il necessario: le istruzioni per votare, la lista dei candidati, le schede elettorali, due buste (una pre-affrancata) dove inserire la scheda elettorale e il tagliando del certificato elettorale. L’elettore potrà votare il singolo parlamentare che preferisce, barrando sulla scheda elettorale il simbolo del partito e inserendo il nome del candidato di preferenza, solo ed esclusivamente con penna blu o nera. L’elettore dovrà poi invitare la busta all’ufficio consolare, che si incaricherà di spedire in Italia le buste sigillate entro il quarto giorno precedente la data delle elezioni in Italia.

Ora che avete letto questa breve guida, sperando sia stata utile, beh, che dire… buon voto a tutti!

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Matteo Machet
Matteo Machet
Ho 31 anni e vivo a Torino, città in cui sono nato e cresciuto. Sono profondamente affascinato dal passato, tanto da prendere una laurea in storia - ambito in cui mi sto anche specializzando. Amo leggere, la cucina e la Sicilia, ma tra i miei vari interessi svetta il giornalismo: per questo scrivo articoli di storia, politica e attualità.

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