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La “Triade Nucleare” in Cina è realtà, ma i dissidenti si nascondono tra i massimi vertici di Pechino

La Cina ha sostituito due leader di un'unità d'élite che gestisce il suo arsenale nucleare, innescando varie speculazioni sulle strategie di Pechino, la certezza e che non tutti i suoi fedelissimi concordano che alcune politiche guerrafondaie del partito

Il generale Li Yuchao che dirigeva l’unità della Forza Missilistica dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) e il suo vice erano “scomparsi” per mesi, di conseguenza l’ex vice capo della marina Wang Houbin e il membro del comitato centrale del partito Xu Xisheng sono stati nominati come sostituti; la decisone sarebbe da intendersi sicuramente come il più grand “shake-up” non pianificato nella leadership militare di Pechino in oltre un decennio.

La dinamica dei cambi ai vertici del PLA

Le nuove nomine di Wang e Xu sono arrivate il giorno prima del 96° anniversario della fondazione del PLA, il 1° agosto. Sono stati annunciati durante una cerimonia presso la sede della commissione a Pechino, entrambi sarebbero stati promossi dal grado di Luogotenente Generale a Pieno Generale, che in Cina segna il grado più alto per gli ufficiali di servizio attivo.

Gli analisti riterrebbero che la caduta del generale Li, insieme alla recente sostituzione dell’ex ministro degli Esteri Qin Gang, rappresenterebbe una delle più grandi sfide alla leadership di Xi degli ultimi tempi.

Qin era stato assente dagli impegni pubblici per un mese prima di essere sostituito dal suo predecessore Wang Yi, ma non sarebbe stata data alcuna spiegazione per la sua rimozione, il che potrebbe far tornare in mente la “Grande Purga” del 2014, occasione in cui il mondo ha visto gli ex vicepresidenti della Commissione militare centrale Xu Caihou e Guo Boxiong estromessi e perseguiti per corruzione, con Guo successivamente condannato all’ergastolo da un tribunale militare e Xu morto prima del processo.

La nuova strategia nucleare di Pechino

Xi, presidente del principale comando militare cinese, la Commissione militare centrale, con il cambio di vertici avrebbe sostituito due leader della forza d’élite che sovrintende ai missili convenzionali e nucleari dell‘Esercito popolare di liberazione.

Il rimpasto deciso per l’amministrazione della PLA potrebbe suggerire quindi un notevole cambio di passo nella strategia nucleare cinese, strategia per cui gli analisti internazionale esprimerebbero preoccupazione.

Non è un mistero che Pechino pianifichi il raggiungimento della cosiddetta “triade nucleare”, ovvero, una potenza di fuoco su tre fronti, che consenta di lanciare missili nucleari via aria, terra e mare, sotto un sistema di comando integrato.

“Il PLA alla fine integrerà le capacità di difesa nucleare e di attacco della marina e dell’aviazione. Questa è una tendenza inevitabile. Credo che gli ufficiali legati alle armi nucleari sia della marina che dell’aeronautica abbiano già prestato servizio nella forza missilistica prima del rimpasto dei vertici. La Cina si sta finalmente muovendo verso una forza nucleare con una struttura di comando unificata”, ha detto Yao Cheng, ex ufficiale della marina del PLA, fuggito negli Stati Uniti nel 2016.

Inutile ricordare che il prospettarsi di uno scenario di questo tipo, aumenterebbe notevolmente le capacità deterrenti e nucleari della Cina, condizione che come è facile aspettarsi, non sarà facilmente digerita dagli Stati Uniti d’America, da cui potremo tutti aspettarci una reazione decisa e molto probabilmente spropositata.

La Cina starebbe quindi diversificando il suo programma nucleare, il tutto mentre Xi starebbe chiedendo “lealtà assoluta” in tutto il PLA al Partito Comunista sotto il suo regno, specialmente da coloro che potrebbero finire per premere il pulsante nucleare.

La certezze che Xi pretenderebbe dai vertici dei propri organi militari lo avrebbe portato a lanciare l’ultimo round della sua campagna “anti-graft“, anche se la corruzione rimarrebbe un problema profondamente radicato con cui il partito sta lottando da decenni.

I timori di Yao Chang

Yao sarebbe stato il primo, alla fine di giugno, a rivelare che il comandante uscente della forza, Li, sarebbe stato sotto inchiesta per corruzione, dopo che persone vicine alla questione avrebbero dichiarato che il figlio di Li avrebbe fatto trapelare segreti militari oltre oceano, negli Stati Uniti.

L’ex ufficiale avrebbe poi sostenuto che alti ufficiali del PLA avrebbero fatto trapelare volontariamente alcune informazioni cruciali a Washington, così da manifestare al mondo le posizioni e e le funzioni delle nove basi missilistiche dell’organizzazione.

Questi sarebbero tutti da intendere come segnali di un radicato disaccordo di molti ufficiali del PLA, sulle politiche messe in atto da Pechino, gli alti funzionari delle più grandi strutture militari cinesi quindi temerebbero la prospettiva di una guerra tra Stati Uniti e Cina per il controllo o la difesa do Taiwan.

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