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Sondaggi politici (24-30 aprile). Effetto 25 aprile e 1° maggio sui partiti dem

Ecco i sondaggi della settimana. Per tenersi aggiornati sulle intenzioni di voto e capire come le mosse della politica influenzano le idee dei cittadini. Per capire, in sostanza, l’indirizzo del Paese

È lunedì. E come ogni lunedì, vi accompagniamo nella lettura e nella comprensione dei dati relativi ai sondaggi politico-elettorali pubblicato dal sito ufficiale dei Sondaggi Politici ed elettorali a cura del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È arrivata, anche quest’anno, la settimana delle ricorrenze identitarie per i partiti dem e progressisti. Il 25 aprile e il 1° maggio, come ogni anno, hanno dato nuovo slancio all’area del centro-sinistra: il Partito Democratico fa segnare un importante +0,4% e sfonda la soglia del 20%; il Movimento 5 Stelle, invece, risale la china (+0,2%) e torna sopra il 16%.

In questa “avanzata dem” molta responsabilità hanno i partiti di centrodestra, che ormai da un mese a questa parte si lasciano scappare dichiarazioni sempre più divisive. A partire da quelle del Presidente del Senato Ignazio La Russa sull’attentato di via Rasella, e dalla sua decisione di festeggiare il 25 aprile in Repubblica Ceca e onorare Jan Palach, lo studente che il 16 gennaio 1969 si fece bruciare vivo in piazza San Venceslao a Praga in segno di protesta contro il regime comunista. E continuando per la lettera scritta dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Corriere della Sera, in cui nemmeno una volta compare la parola antifascismo. Stessa carenza che si legge sul sito del Ministero della Difesa, in cui la Festa della Liberazione dal nazifascismo viene semplicisticamente indicata come momento di “affermazione della democrazia e della libertà. La fine della guerra e la riconquistata indipendenza”, merito di generici “Italiani, civili e militari” e non dei partigiani antifascisti – che erano, sì, civili e militari, e soprattutto non solo italiani.

Insomma, l’argomento Liberazione ha creato nuove spaccature nella società, senza tuttavia favorire né Fratelli d’Italia, che scende sotto il 29%, né la Lega, che perde lo 0,3%. Dei partiti di governo, l’unico a crescere è Forza Italia (+0,3%), che sembra aver beneficiato della scissione dei due partiti del Terzo Polo. Di questi, in vantaggio è Azione di Carlo Calenda, che si attesta al 4%, mentre Italia Viva di Renzi, oggi, non supererebbe la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento (2,8%).

Di seguito i sondaggi che abbiamo analizzato, seguiti dalla nostra media e dai dati sull’astensionismo e sulla fiducia verso il governo.

Tecnè per agenzia dire

Realizzato tra 20 e 21 aprile su un campione di 1.000 interviste

Ipsos per Corriere della Sera

Realizzato tra 18 e 20 aprile su un campione di 1.000 interviste

SWG per La7

Realizzato tra 19 e 24 aprile su un campione di 1.200 interviste

Quorum per Sky TG24

Realizzato tra 18 e 20 aprile su un campione di 802 interviste

Emg Different per Rai

Realizzato il 20 aprile su un campione di 1.485 interviste

Euromedia Research per Porta a Porta

Realizzato il 26 aprile su un campione di 800 interviste

Demos&Pi e Demetra per La Repubblica

Realizzato tra 26 e 27 aprile su un campione di 1.007 interviste

Media della Redazione di Informazione Politica

Astensionismo

Fiducia nel governo

Per chiudere, particolarmente interessante è il sondaggio effettuato da Quorum per Sky TG24, che si concentra molto sul tema 25 aprile e antifascismo. Lo spaccato che ne esce è illuminante, perché mostra chiaramente la linea di rottura: per più di un elettore su due del centrodestra, Mussolini “ha fatto anche cose buone” (61,5%) e l’antifascismo è un principio superato e anacronistico (65%), mentre per il 42% di essi “il movimento partigiano è una finzione e l’Italia è stata liberata dagli alleati”. Tuttavia, se il 25 aprile sia una festa divisiva o meno, anche gli elettori del centrodestra si dividono: sì per il 44%, no per il 50%. Agli antipodi ci sono gli elettori del Pd: per il 90% di essi l’antifascismo non è superato né anacronistico e il movimento partigiano è stato vivo e concreto, e ha liberato l’Italia dall’occupazione.

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Matteo Machet
Matteo Machet
Ho 31 anni e vivo a Torino, città in cui sono nato e cresciuto. Sono profondamente affascinato dal passato, tanto da prendere una laurea in storia - ambito in cui mi sto anche specializzando. Amo leggere, la cucina e la Sicilia, ma tra i miei vari interessi svetta il giornalismo: per questo scrivo articoli di storia, politica e attualità.

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