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Il “nuovo” Presidente del Brasile: Luiz Inácio Lula da Silva

La vittoria dell'ex presidente al suo terzo mandato, cambia gli assetti geopolitici non solo in America Latina. Quali sono gli attori coinvolti e quale potrebbe essere il destino della politica brasiliana. Intervista ad Alessandro Politi

Con un risicato margine, il 30 ottobre il candidato del Partito dei lavoratori Luiz Inácio Lula da Silva, ha vinto il ballottaggio ed è stato eletto presidente del Brasile con il 50,9% dei voti, il presidente uscente di estrema destra quindi, Jair Bolsonaro, ha ottenuto il comunque considerevole risultato del 49,1 delle preferenze, l’astensione invece è rimasta alta, 20,5% come al primo turno.

Luiz Inácio Lula da Silva, chi è?

Lula all’età di 77 anni ha già governato il paese dal 2003 al 2010, i risultati e le battaglie combattute durante i primi due mandati fecero uscire più di 30 milioni di persone dalla povertà, sebbene gran parte del merito si potrebbe attribuire ad un contesto internazionale favorevole e a programmi sociali di successo finanziati dal boom delle materie prime nei primi anni 2000.

Durante i suoi due mandati e durante quello di Dilma Rousseff, si è attirato molti nemici e le critiche di una parte dei brasiliani in seguito ad alcune accuse di corruzione nell’ambito dell’inchiesta “lava jato“, condotta dal giudice Sérgio Moro.

Nel 2018  infatti Lula è stato condannato a dodici anni di prigione e non ha potuto presentarsi alle presidenziali che si sono svolte in autunno e sono state vinte dal presidente uscente Bolsonaro; successivamente, nel marzo 2021, il ricorso in appello presentato dal nuovo presidente fu accolto, la condanna annullata e la sua vita politica riscattata.

Hanno cercato di seppellirmi vivo ma ho avuto un processo di resurrezione nella politica brasiliana. Sono qui per governare il Paese in un momento molto difficile, ma riusciremo a trovare le risposte”, ha dichiarato il presidente Luiz Inácio Lula da Silva nel suo primo discorso dopo una vittoria risicata al ballottaggio.

Dopo il cancro, dopo il carcere, dopo due mandati presidenziali, Lula avrebbe promesso “l’unità del paese”; l’ex sindacalista ha puntato tutto sulla lotta alle disparità sociali. L’insediamento è previsto il primo gennaio 2023.

La reazione del presidente uscente Jair Bolsonaro

Il presidente uscente di destra, Jair Bolsonaro, rompe il silenzio in cui si è chiuso dalla sconfitta elettorale ma non concede la vittoria al suo avversario, l’ex sindacalista Luiz Inacio Lula da Silva, consacrato dal voto di domenica al terzo mandato alla testa del Brasile.

“Continuerò a seguire la Costituzione”, ha sottolineato Bolsonaro. “Il nostro sogno continua, più vivo che mai”, ha aggiunto, parlando per la prima volta del risultato elettorale quasi 48 ore dopo la chiusura delle urne che hanno dato la vittoria a Luiz Inacio Lula da Silva.

L’opinione del Mondo sulla vittoria di Lula

La Cina ha osservato con trepidante attesa le dinamiche delle elezioni appena conclusesi, il presidente del colosso asiatico, Xi Jing Ping, infatti non avrebbe mai nascosto la simpatia e il desiderio di chiamare collega Lula, i due capi di governo infatti condividerebbero il desiderio allontanarsi sempre di più dalla dipendenza verso il Dollaro Americano.

Lula, stando alle promesse fatte in campagna elettorale, intenderebbe dare vita ad una nuova moneta per il Brasile, per espandere successivamente l’utilizzo a tutto il Sudamerica; per la Cina si parlerebbe di nuovissimo mercato a cui affacciarsi senza l’ingombrante ombra Americana a vigliare sui rapporti commerciali tra le due Nazioni.

Tuttavia anche l’occidente festeggia per la vittoria di Lula, non sono un mistero i malumori che hanno sempre contraddistinto i rapporti tra l’Unione Europea ad esempio, e il presidente uscente Jair Bolsonaro.

In tempi di Pandemia per Covid-19, l’aberrante scarso riguardo per la tutela dei Diritti Umani nella gestione della crisi sanitaria, da parte del presidente uscente Bolsonaro, ha inorridito il mondo, non sono un mistero le centinaia di testimonianze, registrate dalla storia, di fosse comuni improvvisate che hanno accolto i deceduti in tempo di Pandemia.

Altra fonte di discordia tra Bolsonaro e l’Occidente tutto, è stata la mutilazione sconsiderata del tesoro che non è solo del Brasile ma del Mondo, la Foresta Amazzonica; il presidente uscente infatti non avrebbe mai dimostrato il men che minimo interesse nel tutelare uno dei polmoni verdi del pianta, al contrario avrebbe dato il via ad una campagna di deforestazione e distruzione di civiltà indigene degni solo di ispirare un film di Steven Spielberg.

Insomma tutto il Mondo tira un sospiro di sollievo nel constatare che la presidenza del Brasile sia tornata quantomeno nelle mani di una persona che riconosca l’importanza della tutela dei Diritti Umani e dell’importanza della salvaguardia dell’Amazzonia.

Lula e il sogno del BRICS

Lula continuerà a perseguire una politica di unificazione del continente Latinoamericano, attrezzandolo per un rapporto più equilibrato con qualsiasi governo insediato alla Casa Bianca. Soprattutto, ed è questa una dimensione a cui l’Europa dovrebbe prestare la massima attenzione, l’elezione del nuovo presidente riqualifica la convergenza dei paesi del BRICS: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica; ispirati ad un multipolarismo in netta controtendenza rispetto alla tensione bipolare alimentata dalla guerra ucraina, subita dall’Europa e perseguita con ostilità connivente sia da Washington che da Mosca.

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