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Gli Stati Uniti d’America perdono credibilità in Asia

Le preoccupazioni degli alleati sulla credibilità degli Stati Uniti non scompariranno mai del tutto, possono e devono tuttavia essere gestiti per evitare l'erosione delle alleanze. Nuovi livelli di dubbio tra gli alleati degli Stati Uniti richiedono nuovi modi per ripristinare la credibilità della deterrenza estesa.

La Corea del Nord ha mostrato, per commemorare il 75° anniversario dell’istituzione delle sue forze armate, una gamma di nuovi missili balistici, compresi i suoi missili balistici intercontinentali Hwasong-17 su un lanciatore mobile, nonché “unità nucleari tattiche” a dimostrazione delle sue “capacità di deterrenza bellica e contrattacco”.

Le preoccupazioni di Korea del Sud e Giappone

É passato ormai un mese da quando il Presidente sudcoreano, Yoon Suk-yeol, avrebbe ammonito la comunità internazionale sulla possibilità di intervento militare, in risposta alle crescenti “provocazioni” nordcoreano.

Sebbene le ostilità esistenti tra le due coree siano cosa ben nota, la preoccupazione degli osservatori internazionali risiede nella dichiarazioni di Seul in materia di deterrenza nucleare,Yoon Suk-yeol infatti avrebbe annunciato l’intenzione di approvare la costruzione di un proprio arsenale nucleare o in alternativa lo schieramento di armi nucleari tattiche statunitensi nel proprio territorio nazionale.

Le cause della possibile crisi non sono da ricercarsi nell’incapacità delle due coree di dialogare, ma nell’incapacità degli Stati Uniti d’America di tenere fede all’impegno preso con i propri partner asiatici, ossia la deterrenza estesa di Washington, ovvero l’impegno di utilizzare l’intera gamma delle capacità statunitensi, comprese le armi nucleari, per scoraggiare e, se necessario, sconfiggere attacchi esterni al territorio e alla sovranità dei loro alleati

Gli Stati Uniti non sembrerebbero più in grado di sopperire ai suoi impegni di sicurezza in Asia; lo stesso Giappone avrebbe manifestato alcuni disagi nei confronti dei rapporti con Washington. Nel marzo 2022, l’ex primo ministro Shinzo Abe suggerì che il Giappone avrebbe dovuto prendere in considerazione un accordo di condivisione nucleare come quello che la NATO intrattiene con Washington.

L’attuale primo ministro Fumio Kishida respinse, allora, il suggerimento di Abe, ma il mese scorso, un incontro tra i ministri degli esteri e della difesa del Giappone e le loro controparti americane per la prima volta avrebbero intrapreso una delicata discussione in materia deterrenza estesa a questo livello.

Le preoccupazioni per le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti si estendono oltre i circoli politici d’élite a Seoul e Tokyo. L’opinione pubblica giapponese e sudcoreana è anche sempre più preoccupata per la credibilità della deterrenza estesa degli Stati Uniti e delle mosse di sostegno per rafforzare le difese dei propri paesi.

Un sondaggio del febbraio 2022 del Chicago Council on Global Affairs e del Carnegie Endowment for International Peace ha mostrato che oltre il 70% dei sudcoreani sostiene il nucleare e oltre il 50% si dichiara favorevole al ritorno delle armi nucleari tattiche statunitensi nella penisola.

La guerra in Ucraina come pretesto in Asia?

L’invasione russa dell’Ucraina e la partnership “senza limiti” di Mosca con Pechino hanno contribuito alle preoccupazioni di Giappone e Corea del Sud. Per Tokyo, questi sviluppi hanno sottolineato la necessità di rafforzare la deterrenza nello Stretto di Taiwan.

Sia Kishida che Yoon hanno tracciato collegamenti diretti tra la sicurezza dell’Europa e l’Indo-Pacifico, suggerendo che le mosse della Russia in Ucraina potrebbero spronare la Cina a tentare di prendere Taiwan con la forza, o potenzialmente tentare la Corea del Nord a invadere il sud.

La nuova strategia di sicurezza nazionale del Giappone, pubblicata nel dicembre 2022, rileva che “l’aggressione della Russia contro l’Ucraina ha facilmente violato le fondamenta stesse delle regole che modellano l’ordine internazionale” e che “non si può escludere la possibilità che una simile grave situazione possa verificarsi nel futuro nella regione indo-pacifica”.

Le esercitazioni congiunte cino-russe vicino al Giappone lo scorso maggio e novembre hanno ulteriormente scosso Tokyo, così come la decisione della Cina di lanciare cinque missili nella zona economica esclusiva del Giappone durante le principali esercitazioni militari intorno a Taiwan ad agosto.

Per Seoul, la guerra in Ucraina ha amplificato il senso di vulnerabilità che deriva dall’essere uno stato non nucleare accanto alla Corea del Nord dotata di armi nucleari. Sia il Giappone che la Corea del Sud temono che l’aggressione della Russia in Europa possa distrarre gli Stati Uniti dalla serie in rapida evoluzione delle sfide alla sicurezza in Asia.

Yoon avrebbe recentemente dichiarato che una guerra prolungata “potrebbe inviare un messaggio alla Corea del Nord che la comunità internazionale non risponderebbe a un atto di invasione conle sanzioni o punizioni appropriate, e quel messaggio incoraggerebbe ulteriormente il Nord a condurre provocazioni”.

 

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